Diffamazione su facebook

Diffamazione su facebook. Le sentenze. La Guida

Diffamazione su facebook

Facebook è il social network più famoso ed utilizzato dove, ad oggi, conta più di 27 milioni di iscritti in Italia e 1,66 miliardi nel mondo.

Per le sue caratteristiche, consente la conoscibilità dei fatti pubblicati da parte di un numero indeterminato di utenti e, per questo, rappresenta un luogo dove può essere commesso il reato di diffamazione. Ed infatti i Giudici italiani, come vedremo nel prosieguo, da tempo riconoscono che il reato di diffamazione possa essere commesso online e nei vari social network, condannando il colpevole alle sanzioni penali e riconoscendo il risarcimento del danno economico in favore delle vittime.

Premessa: le caratteristiche del reato di diffamazione

In termini generali, l’offesa arrecata, per poter integrare la diffamazione, deve essere comunicata ad almeno due persone ed essere offensiva dell’altrui reputazione.

Il concetto di “reputazione” va inteso come l’onore e il decoro di una persona nell’opinione degli altri.

Costituisce offesa della reputazione anche l’attribuzione di un fatto non illecito, quando comunque questo sia ritenuto riprovevole dalla comunità, in base ai principi etici condivisi; così come la costituisce l’insulto alla professionalità, ai difetti fisici ecc.. Anche dire “ladro” ad una persona condannata per furto è diffamazione.

La diffamazione è un reato di evento che scatta nel momento in cui la frase viene percepita dai destinatari. Su Internet, questa conoscenza la si ha non quando l’offesa viene messa in rete, ma quando gli utenti si collegano e percepiscono l’ingiuria (Cass. Pen., V° Sez., n. 23624 del 27.04.2012).

Quando opera la diffamazione su facebook

La diffamazione su facebook scatta sia quando le parole offensive sono inserite negli spazi “pubblici” (ad es.: bacheca, aree destinate ai commenti o alle informazioni personali ecc.), sia quando la comunicazione avviene tramite messaggi privati indirizzati ad almeno due persone.

L’offesa però, per integrare il reato, deve presentare le seguenti caratteristiche:

  • essere riferita ad una persona ben individuata o individuabile con certezza (non sempre è necessario fare nome e cognome);
  • essere immessa in uno degli spazi virtuali aperti al pubblico o essere comunicata ad almeno due persone;
  • il diffamante deve avere la coscienza e la volontà di offendere l’altrui reputazione o onore (c.d. dolo).

Le pene

La pena che si applica a colui che diffama negli spazi pubblici è quella prevista dal comma III dell’articolo 595 del Codice Penale, ovvero:

– la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni

oppure, in alternativa

– la multa non inferiore ad € 516.

Quando invece sono utilizzati i messaggi privati la pena che si applica è quella della

– reclusione fino ad 1 anno

oppure, in alternativa

– la multa fino ad € 1.032.

Oltre a queste sanzioni, il Giudice penale condannerà poi il colpevole a pagare una somma di danaro in favore della vittima a titolo di risarcimento del danno morale.

Affinchè la condanna al risarcimento possa essere pronunciata nel processo penale è però necessario che la parte offesa si sia costituita parte civile  nel processo.

In alternativa, il risarcimento del danno potrà sempre essere richiesto in sede civile, quando:

  • non sia stato liquidato in sede penale;
  • la parte offesa non si sia costituita parte civile;
  • non ci sia stato alcun processo penale a carico del diffamante. E’ quindi possibile iniziare anche solo un giudizio civile finalizzato all’ottenimento del risarcimento del danno, senza fare la denuncia penale.

Nel processo civile, per le richieste di risarcimento inferiori ad € 5.000 è sempre competente il Giudice di Pace e, qualora la somma richiesta sia inferiore ad € 1.100, la parte può stare in giudizio anche senza avvocato. Per le richieste superiori ad € 5.000 è invece competente il Tribunale.

In ambito civilistico la responsabilità è a titolo extracontrattuale  e il danno è di tipo morale non patrimoniale.

In concreto, l’importo del risarcimento del danno è deciso dal Giudice con una valutazione discrezionale, che verrà effettuata tenendo conto di tutte le circostanze del caso specifico (tipo di insulto postato, numero di persone che ha percepito l’offesa ecc.).

Una volta che si ritenga di aver subito una diffamazione su facebook, occorrerà sporgere querela entro tre mesi dal fatto: la querela va presentata alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri o presso Polizia/Polizia Postale. Il termine di tre mesi decorre però da quando la vittima ha avuto notizia della diffamazione.

Spetta a colui che agisce in giudizio – e dunque alla vittima – il compito di provare il fatto, portando delle prove, come ad esempio l’immagine stampata con impresse le scritte diffamatorie, oppure / in aggiunta indicando dei testimoni che possano confermare i fatti. E’ opportuno che l’immagine stampata sia autenticata da un Notaio, in quanto i Giudici italiani non sempre attribuiscono attendibilità ad un semplice screenshot  sul presupposto che lo stesso potrebbe essere soggetto a manipolazioni (sempre secondo i Giudici).

Se per qualsiasi motivo non riesci a raccogliere le prove puoi contattarci e richiederci di raccogliere tutte le prove necessarie presenti in rete: con l’aiuto dei nostri collaboratori in pochi minuti sapremo come trovarle, “cristallizzarle” e certificarle per la successiva produzione ed utilizzazione all’interno del processo.

Se invece non si riesce a provare le offese non si otterrà nulla.

Ancora sulla diffamazione su facebook

Gli unici responsabili delle contumelie postate su facebook sono i soggetti che hanno scritto le frasi, e non anche la società proprietaria di facebook, pur essendo quest’ultima l’effettiva proprietaria di tutti i contenuti.

Se, all’interno di una discussione pubblica, un utente ha scritto delle frasi di critica con modalità diffamatorie verso la vittima, non risponderà del reato quell’altro utente che si sia limitato ad esprimere una critica senza condividere le forme illecite espresse dal primo (Cass. Pen. n. 3981/2015).

E’ da ritenersi inoltre che non commetta alcun reato il soggetto che si sia limitato a mettere un “like” su di una frase diffamatoria scritta da altri.

Il proprietario del profilo nel quale o dal quale è stata scritta la contumelia è indubbiamente il colpevole, a meno che non dimostri che si è verificato un ingresso abusivo da parte di terze persone oppure un furto di identità. Se non riesce a fornire queste prove egli ne risponde, essendo inverosimile che altri abbiano scritto al suo posto. Nel caso in cui vi sia stato realmente un furto di identità, si dovrà effettuare una denuncia formale alla polizia postale.

Così si esprime letteralmente la giurisprudenza sul tema: “Non può essere accolta la tesi della difesa che ha configurato una ipotetica appropriazione del nome dell’imputato da parte di estranei per aprire un finto profilo facebook in quanto se così fosse incomberebbe sull’imputato, una volta messo a conoscenza dei fatti, l’onere di disconoscere la paternità delle frasi nonchè dell’intero profilo facebook, denunciando altresì l’accaduto”.

La verità del fatto non conta

La persona che scrive una frase diffamatoria viene punita sempre, pure laddove l’offesa abbia ad oggetto un fatto vero o noto (art. 596 Cod. Pen.). Ad esempio, definire come “prostituta” una donna costituisce sempre diffamazione, pure se quella eserciti realmente “il mestiere più antico”.

A questo principio la legge apporta tuttavia le seguenti eccezioni:

  • l’offeso e l’offensore concordano nel deferire ad un giurì d’onore l’accertamento del fatto e questo sia poi accertato come vero;
  • il fatto attribuito ad un pubblico ufficiale sia relativo all’esercizio delle sue funzioni;
  • per il fatto attribuito si incomincia un processo penale che si conclude con la prova della verità di esso o con la condanna del diffamato;
  • il querelante domanda formalmente che il giudizio si estenda all’accertamento della verità o falsità del fatto, e questo venga effettivamente riconosciuto o per esso la persona venga condannata.

Al di là di queste eccezioni, la diffamazione scatta sempre. Le eccezioni possono comunque operare a condizione che il fatto risulti provato nel suo complesso, e non solo in parte.

Le sentenze sulla diffamazione su facebook emesse dai Giudici

Giudice Penale di Livorno (G.I.P.), Sentenza del 31.12.2012
In questa decisione, il Giudice penale di Livorno ha riconosciuto un risarcimento di € 3.000, oltre ad € 1.500 di spese legali, in favore dei proprietari di un centro estetico nei confronti dei quali una ex dipendente aveva scritto le seguenti frasi nella propria bacheca: “sono persone che non lavorano seriamente” e “sono dei pezzi di m…”.

Tribunale Penale di Roma, Sentenza del 21.02.2012, e Corte di Cassazione, Sentenza n. 16712 del 16.04.2014
Nella decisione del Tribunale di Roma, confermata poi nell’ultimo grado di giudizio dalla Corte di Cassazione, è stato condannato un maresciallo della Guardia di Finanza il quale aveva pubblicato, nei dati personali del proprio profilo, la seguente frase: “… attualmente defenestrato a causa dell’arrivo di collega sommamente raccomandato e leccaculo … ma me ne fotto … per vendetta appena ho due minuti gli trombo la moglie”.
La sanzione penale inflittagli in via definitiva è stata quella di 3 mesi di reclusione.

Tribunale di Trento, Sentenza del 15.05.2014, depositata in data 14.07.2014
Qui il Giudice ha condannato un soggetto per aver scritto sulla propria bacheca la seguente frase: “… Prenda atto la Ministra che ovunque si muove viene fischiata e insultata. Ci sarà un perché! Rassegni le dimissioni e se ne ritorni nella Giungla dalla quale è uscita”.
Le pene inflitte sono state: € 2.500 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali; € 2.000 per ciascuna delle quattro associazioni costituitesi parti civili nel processo, oltre ad € 1.600 per un avvocato che difendeva due associazioni ed € 1.300 per ciascuno degli altri due avvocati.

Tribunale di Genova, I° Sezione, Sentenza del 14.11.2013
In questa decisione, il Giudice penale del Tribunale di Genova ha condannato un soggetto il quale, nella propria bacheca, aveva scritto le seguenti frasi a carico di un suo conoscente: “G. sei una montagna si m.” e poi ancora “continui, da invertebrato quale sei, a fare il vigliacco”.
Tali frasi sono state ritenute dal giudicante come lesive dell’onore dell’insultato.
Durante il processo è poi emerso che il profilo dell’imputato era accessibile a tutti gli iscritti del social network, e perciò è stata applicata l’aggravante di cui all’articolo 595 III° comma Cod. Pen..
La condanna è consistita nella multa di € 1.500 e nel pagamento delle spese processuali, oltre ad € 1.800 per le spese legali della parte offesa. Con riferimento al risarcimento del danno, il giudicante ha affermato che nel corso del processo non era stata raggiunta la prova dell’entità del danno, il quale pertanto avrebbe potuto essere richiesto in un separato processo civile.

Tribunale di Cagliari (G.I.P.), Sezione Minori, Sentenza del 11.11.2013
Il Giudice penale di Cagliari, con una decisione del 2013, ha invece assolto un minorenne che aveva scritto, sulla propria bacheca personale, la seguente frase indirizzata ad altra minore: “troia, bagassa, figlia di bagassa”.
Nel far ciò il giudicante ha ritenuto tali fatti come “occasionali” e frutto di “leggerezza”. In questa decisione può aver “pesato” la minore età del colpevole.

Tribunale del Vallo della Lucania (G.U.P.), Sentenza n. 22 del 22.02.2016
Con questa decisione, il Giudice lucano ha assolto gli amministratori di un gruppo facebook per la diffamazione postata da alcuni iscritti, sul presupposto che non può pretendersi dai primi un controllo costante e preventivo su tutto quello che viene scritto nella pagina; ciò a patto che le offese vengano successivamente cancellate il prima possibile.

Tribunale di Aosta, Sentenza del 17.05.2012
Il Giudice penale di Aosta, in una decisione del 2012, ha condannato una donna italiana che aveva scritto sulla bacheca del profilo del figlio minore – all’epoca convivente con l’ex marito e con la compagna cubana di questi – la seguente frase: “… non ti arrabbiare N. sono solo delle foto di pubblicità che non hanno alcun valore … pensa alla tua mamma … hai una mamma bellissima … è inutile che qualcuno cerchi di imitarla … rimane sempre … spazzatura del terzo mondo”.
La pena inflitta è stata quella della multa di € 500, oltre al pagamento delle spese processuali. È stata poi disposta la condanna al risarcimento del danno per € 2.500 in favore della donna cubana, oltre al pagamento delle spese legali di quest’ultima pari ad € 1.000.

Quando non sussiste la diffamazione su facebook

  • L’immissione via Internet del contenuto di una denunzia presentata nei confronti di una società e relativa a scarico di cancerogeni nelle acque di un lago costituisce manifestazione del diritto di cronaca ed anche di critica che spetta, ex art. 21 Cost., ad ogni cittadino e non solo ai giornalisti (Cass. Pen., V° Sez., n. 31392 addì 1.07.2008).
  • Non sussiste la responsabilità del titolare di Internet point laddove un utente abbia inviato da uno dei computer una email con contenuti diffamatori (Cass. Pen., n. 6046 addì 11.11.2008).

La competenza

Per le diffamazioni proferite in rete o in un sito è competente il Giudice del domicilio dell’imputato (ex art. 9 c.p.p. II° co. – Cass. Pen., n. 2739/2010) e, nella forma “aggravata” – perchè l’insulto è stato postato negli spazi pubblici -, la competenza è del Giudice monocratico e non del Giudice di Pace.

Il luogo in cui è commesso il fatto va quindi individuato dove il soggetto è in grado, tramite un hardware, di collegarsi alla rete (Cass. Pen. n. 31677/2015).

Qualora il sito web nel quale sia allocata la diffamazione sia registrato all’estero, la competenza spetta ugualmente al Giudice italiano quando l’offesa sia stata recepita da più fruitori in Italia (Cass. Pen., n. 4741/2000).

Il reato si consuma quando al frase è inserita in rete tuttavia come già detto il termine di tre mesi entro cui l’offeso deve sporgere querela decorre da quando egli è venuto a conoscenza dell’immissione in rete delle frasi illecite.

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39 Commenti
  1. Rispondi Maurizio Lug 15, 2015 at 22:48

    Tutto vero ma… dipende dalla Procura. Ho denunciato una persona (ex collaboratore) che sulla sua bacheca aveva scritto frasi ingiuriose riferite a me. Ha avuto 36 Mi Piace. La querela che ho presentato è misteriosamente diventata “contro ignoti” e l’archiviazione chiesta perché manca il presupposto della comunicazione a più persone…. Per un errore del mio avvocato l’archiviazione è non opponibile… Mi sembra di avere a che fare con un mondo di matti… Vogliono che uno si faccia giustizia da sè?

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Ago 30, 2015 at 23:22

      No no, nessuna giustizia da sè, se non si vuole passare da vittime a colpevoli. Valuti invece la possibilità di intraprendere un’azione civile per richiedere il risarcimento del danno. A tal fine, occorre però che lei sia in grado di provare che le frasi ingiuriose sono state effettivamente scritte. Lo Staff. Saluti.

  2. Rispondi Dario Set 25, 2015 at 01:09

    Nel mio caso chi offende dice di essere stato vittima di un accesso di hacker nel suo profilo, ma le offese sono state reiterate a distanza di settimane e lui non ha sporto denuncia. In caso di querela non dovrebbe essere a suo carico dimostrare di aver subìto accessi indesiderati al suo profilo? Ci sono sentenze in merito?

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Set 28, 2015 at 10:35

      Si, ha ragione, nessun dubbio al riguardo: come abbiamo scritto anche nell’articolo, spetta al querelato il dover provare di aver subito degli accessi indesiderati e, se non lo fa, potrà essere ritenuto responsabile delle offese scritte dal suo profilo. Staff. Saluti.

  3. Rispondi francesca Dic 5, 2015 at 01:00

    Salve trovo molto interessante questo articolo..io avrei degli screen dove sono (almeno per quello che ne capisco in legge…) sono diffamata.. Come posso avere una sua valutazione?grazie attendo risposta

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Dic 6, 2015 at 12:43

      Salve. Le abbiamo inviato un messaggio in privato. Cordiali saluti. Staff

  4. Rispondi Carlo Dic 9, 2015 at 19:11

    Salve, sono anche io vittima di offese e diffamazione. Vengo fotografato insieme ad altre due persone mentre svolgiamo un’opera di volontariato e nei commenti presi in giro. Dopo aver mandato un messaggio che invitava il soggetto a eliminare la frase offensiva, mette nella sua pagina la mia foto del profilo di Facebook calunniandomi. I commenti non sono da meno. Alcuni hanno anche condiviso il post.
    Sarei intenzionato a rivolgermi alla polizia postale. La ringrazio anticipatamente per la risposta.

  5. Rispondi giuseppe Dic 29, 2015 at 02:57

    salve, se in una pagina facebook gestita da proprietari di un server viene creato un post contenente spiegazioni riguardo un accaduto(dopo diffamazzione del server stesso tramite pagine altrui con piu di 500 persone a seguire) e inserisce solo il nominativo del individuo per chiarezza ma senza offese di sorta. è in qualche modo denunciabile?
    grazie
    saluti.!

  6. Rispondi giulia Gen 28, 2016 at 13:45

    Salve, un tizio ha praticamente scritto sulla sua bacheca ed anche sulla mia una grave frase diffamatoria nei miei confronti in ambito lavorativo e scrivendo esplicitamento che sono una persona che prende soldi in anticipo per lavoro e che poi faccio bidoni. L ho regolarmente denunciato alla polizia ma posso richiedere un risarcimento danni. ? no nego che dopo questo avvenimento ho ricevuto un sacco di disdette lavorando io in un piccolo centro.

  7. Rispondi Alessandro Feb 14, 2016 at 12:59

    Chiedo scusa avvocato, se chi diffama rusiede all’estero (Usa), ma l’offesa è stata pubblicata su un gruppo creato e frequentato da italiani qual’è il Tribunale competente?

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Mar 1, 2016 at 12:49

      Salve. Se l’offesa è percepita anche in Italia da utenti italiani di facebook, la competenza è di un Tribunale italiano. Cordiali saluti. Staff

  8. Rispondi Maria Elena Coppola Feb 20, 2016 at 01:44

    Oh madonna mia!Allora si deve avere paura di ciò che si scrive ,visto che la gente x la minima sciocchezza te la fa pagare e chiede un risarcimento x spillarti i soldi.

  9. Rispondi marco Mar 7, 2016 at 22:48

    Buonasera, io ho acquistato del materiale pagandolo in anticipo, dopo 8 mesi di false promesse il materiale non mi è stato consegnato.
    mi era stato detto che avrei avuto il bonifico indietro ma nulla.
    mi sono permesso di raccontare la storia su un mercatino di fb, senza fare nomi della ditta ma solo in privato a chi lo volesse sapere per non cadere nella stessa situazione.
    posso essere querelato? Grazie

  10. Rispondi Franco Set 7, 2016 at 20:24

    Gent. Paolo Polita
    Volevo farle una domanda: se delle persone mettono “mi piace” a commenti o a frasi ingiuriose, sono anch’esse perseguibili penalmente?
    La ringrazio

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Set 8, 2016 at 11:59

      Riteniamo di no. A nostro avviso nel caso di specie non si configura alcun illecito: nè l’ingiuria, nè il concorso nè il favoreggiamento. Cordiali saluti. Paolo Polita x Staff di Diritto Informazione

  11. Rispondi Anthony Ott 8, 2016 at 13:47

    Salve … io per sbaglio ho messo un ‘mi piace’ su Facebook su un articolo che parlava di un caso di furto … nell’ articolo veniva citato l’avvocato del probabile colpevole ma non con nome e cognome … solo ‘l’avvocato del …. ‘ … questo avvocato mi ha chiamato in tribunale … cosa ne pensa l’avvocato Paolo Polita ?

  12. Rispondi Carlo Dic 9, 2016 at 01:12

    Esiste la possibilità di finire in carcere per una frase diffamatoria o le pene detentive possono sempre essere commutate in pecuniarie ?(nell’articolo c’è scritto o reclusione o multa e rimborso)

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Dic 9, 2016 at 15:50

      In linea teorica la possibilità esiste, non essendo la commutazione necessaria, essendo la possibilità rimessa alla discrezionalità del Giudice. Cordiali saluti. Staff

  13. Rispondi Monica nonato Gen 21, 2017 at 10:47

    Avv. buongiorno purtroppo la mia gattina la ho trovata morta vicino a una strada di una che mi ha minacciata di ucciderla e non ho le prove che siano stati loro ho scritto in fb che la ho trovata morta e questa mi ha querelata chiede 50 000 euro che non posso darli x che ho un part time e faccio volontariato con i gatti randagi cosa dovrei fare? Grazie

  14. Rispondi Monica nonato Gen 21, 2017 at 10:54

    Salve avv.
    Sono stata querelata x il fatto che dopo una minaccia di uccidere la mia gattina la ho trovata morta ho scritto in Facebook sfogandomi senza insultare nessuno e queste persone hanno stampato tutto e adesso mi trovo che hanno la pretesa di chiedere 50 000 io non li ho voglio arrivare a un accordo di 2000 3000 euro il mio avv di ufficio insieme al avv di quella gente già che sono amici e si conosco tutti due legale. Che devo fare volevo andare in processo ma il mio legale ha fermato tutto rinviando x aprile 2017.. Grazie Monica

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Gen 21, 2017 at 17:39

      Salve. Le abbiamo scritto in privato. Cordiali saluti. Staff

  15. Rispondi Rita Cantarelli Feb 8, 2017 at 23:35

    Avvocato buonasera. Sono stata denunciata per diffamazione, denuncia archiviata e per la quale è stata chiesta opposizione all’archiviazione, per aver postato foto della devastazione della mia villa a carico dell’affittuaria, contratto regolarmente registrato, ma …per mia sfortuna, avvocato ed insegnante di diritto. Non ho fatto nomi, ma riferimento ai ruoli pubblici, nella mia pagina privata, visibile solo agli amici. Il tutto documentato comunque da foto fatte alla presenza del mio avvocato, il giorno stesso del rilascio dell’immobile.
    Cosa ne pensa?
    Grazie
    Rita

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Feb 9, 2017 at 11:53

      Salve. Se non ha fatto nomi e la conduttrice non è comunque individuabile, riteniamo che non ci sarà alcun processo penale a Suo carico. Cordiali saluti. Staff

  16. Rispondi maria fernandez Apr 17, 2017 at 19:48

    salve avv. sono una donna di 50 anni sposata con tre figli adulta e invalida all’81per cento. Sono una bella donna e la moglie delfiglio del mio titolare che ha 25 anni partorita da poco ha preso la fissa che ho una tresca con il marito 27enne. a tal fine ha inviato un messaggio privato a mio figlio dicendo che doveva avvisare suo padre che io continuo con il figlio del mio titolare e dove volevo arrivare, di cui ho lo screenshot. e mettendo poi dei link allusivi. A me basterebbe solo che fosse bannata anchen perche ho scoperto che ha anche un account falso con il nome di mario rossi e cosi finirebbe di fare danni sopratutto prendendosela con me che ho uneta e sono invalida. L’ACCOUNT E MILENA E PEPPE LEI SI CHIAMA FILOMENA BELCRANIO NATA IL 1991 ED IO MI CHIAMO FERNANDEZ MARIA NATA IL 13/10/67 E IL MIO ACCOUNT E RAG.-MARYçHOTMAIL.COM
    Spero di avere risposte positive e che èersone vuote e cattive come queste finiscano di usare i social con il solo scopo di infangare le persone e creare danni in famiglia. Cordiali saluti

  17. Rispondi Ariannaq Apr 27, 2017 at 08:25

    L’ex moglie di un caro amico sta inviando dei messaggi privati ai contatti dove lo diffama e sostenendo che lui sia un pedofilo, cosa non vera e a mio giudizio gravissima.
    Lui si è recato in questura a denunciare l’accaduto ma gli hanno detto che non possono prendere la denuncia perchè questi messaggi li ha inviati solo ad una persona.
    cosa si può fare?

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Apr 28, 2017 at 14:35

      Se ci sono le prove che sta inviando i messaggi a più persone non vi sono motivi per cui la querela non debba essere accettata. In ogni caso può inviare una lettera raccomandata con avviso di ritorno alla donna richiedendole l’immediata cessazione del comportamento diffamatorio nonchè il risarcimento del danno per le gravi offese già inviate, rappresentando che, in caso contrario, si farà una causa civile al fine di ottenere il risarcimento del danno. Saluti. Staff

  18. Rispondi Grazia Felice Apr 30, 2017 at 13:40

    Salve,mi chiamo Antonella e questo articoli è interessante e chiaro…anche mio marito è stato diffamato ma vorrei una valutazione a riguardo cosa posso fare?grazie

  19. Rispondi Coffee Giu 26, 2017 at 18:50

    Scusi, io ho avvisato una madre e sua figlia maggiorenne di post abbastanza seri che l’altra figlia (minorenne) scrive su internet. Può essere considerata diffamazione? Lo chiedo perché sui social sono persone piuttosto impulsive e hanno gia’ minacciato di denunciare persone innocenti. Ho molta paura di una denuncia.

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Lug 2, 2017 at 11:15

      In linea generale la diffamazione può essere commessa su facebook. Non conoscendo però il contenuto delle frasi postate, non è possibile esprimere un giudizio circa l’illiceità o meno delle stesse. Ad ogni modo la tempestiva rimozione delle frasi può rivelarsi utile. Cordiali saluti. Staff

  20. Rispondi Antonino Arconte Lug 10, 2017 at 21:39

    Francamente non sono d’accordo che facebook non sia responsabile civilmente dei danni da diffamazione aggravata, facebook è ormai stata assimilata alla pubblicazione periodica da giurisprudenza consolidata di cassazione e quando è informata che sul suo sito in una determinata pagina si consuma il reato di diffamazione aggravata chiedendone la rimozione e non lo fa diviene responsabile in solido e per intero, come recita l’articolo 11 della legge 47/48. Così come avviene per l’editore e il proprietario della pubblicazione dov’è esposta la diffamazione.

  21. Rispondi Antonino Arconte Lug 10, 2017 at 21:42

    Così come per Youtube che permette pur informata la violazione di copyright. Non è responsabile solo l’autore della violazione, ma in solido anche Youtube e quindi Google che ne è proprietaria. Questo sempre se youtube è stata informata e invitata a oscurare il video che viola il copyright e non l’ha fatto.

  22. Rispondi Marcello Ago 15, 2017 at 21:59

    Ho ricevuto, su un link di un politico famoso, un insulto nei riguardi della persona fotografata con me nella foto profilo (mia moglie), definita : zoccola … cosa posso fare ???

  23. Rispondi Ursula Ott 16, 2017 at 15:02

    Buon giorno volevo un informazione. A cosa vado incontro se sporgi querela verso delle persone che mi minacciano accusano e offendono via sms privato in facebook??

  24. Rispondi Cristiano Nov 15, 2017 at 08:25

    Grazie dell’articolo.
    Sono stato insultato (“testa di c…o”, “sfigato”, “sei ridicolo”, etc.) ripetutamente da un ex collega (licenziato e col dente avvelenato contro il nostro datore di lavoro) nei commenti a un innocuo post pubblicato su un gruppo facebook pubblico, straniero ma con presenza di italiani.

    Ci sono due miei commenti in risposta ai suoi (“hai problemi seri”,” sei una tigre da tastiera”) che mi fanno pensare che in caso lo denunciassi, lui potrebbe controdenunciarmi o cmq dimostrare davanti al giudice che c’e’ stato un equo scambio di insulti.

    Inoltre il profilo facebook usato da me non ha il mio nome vero, bensi’ uno pseudonimo, come anche il suo (ma ho tutti i suoi dati cmq).

    E’ il caso che proceda con la denuncia o e’ meglio lasciar stare?

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Nov 18, 2017 at 16:27

      Salve, il Suo quesito richiede un’attenta valutazione, per la quale se vuole può richiederci la consulenza legale online utilizzando l’apposito modulo presente su questo sito. Cordiali saluti. Staff

  25. Rispondi Sabrina Nov 23, 2017 at 11:38

    Buongiorno,cosa posso fare come diffamazione e danno morali..in cui il posto citato vesto un ruolo di responsabile e in fb da parte di una dipendente ha diffamato il posto lavorativo…e io mi trovo ad essere in una situazione dove lavoro con tantissime persone in esterno per lavoro e la mia persona perde ora di stima ecc..

  26. Rispondi Rolando Gen 17, 2018 at 13:15

    Buongiorno, sono amministratore di una pagina Facebbok. Un giornalista ha postato un articolo in cui copiava e postava la dichiarazione di un politico locale. Un’iscritto della pagina ha commentato credo ( non sono in grado di valuatre) in modo diffamatorio, nonostante il regolamento della pagina è molto chiaro sul come comportarsi. Ho però appena visto il post reguardito l’utente ad assumersi la responsabilità dello scritto e ho poi di conseguenza eliminato tutto il post. Il diffamato ha intenzione di denunciare anche me in quanto amministratore della pagina. L’unico strumento in mio possesso era l’eliminazione del post. Vorrei capire la mia responsabilità.

  27. Rispondi Rolando Gen 17, 2018 at 13:36

    Buongiorno, sono amministratore di una pagina Facebook. Un giornalista ha postato un articolo in cui copiava e postava la dichiarazione di un politico locale. Un iscritto della pagina ha commentato credo ( non sono in grado di valuatre) in modo diffamatorio il post in questione , nonostante il regolamento della pagina sia molto chiaro sulla forma con cui porsi e come comportarsi. Appena visto il post ho però redarguito l’utente ad assumersi la responsabilità dello scritto e succesivamente di conseguenza eliminato tutto il post. Il diffamato ha pubblicamente scritto che ha intenzione di denunciare oltre che l’utente iscritto all apagina ,anche me in quanto amministratore della stessa. L’unico strumento in mio possesso era l’eliminazione del post. Vorrei capire la mia responsabilità.

    • Rispondi Paolo Polita Paolo Polita Gen 27, 2018 at 10:10

      Per come rappresenta la vicenda, nel caso in questione non pare sussistere la Sua responsabilità. Distinti saluti. Staff

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