Il querelante non compare all’udienza: scatta la remissione

Se il querelante non compare all’udienza scatta la remissione di querela

Il querelante non compare all'udienza: scatta la remissioneSe il querelante non compare all’udienza davanti al Giudice penale scatta la remissione di querela, vale a dire che il processo non si svolgerà e l’imputato verrà prosciolto. Questo però a condizione che il querelante fosse stato preavvertito che la mancata comparizione sarebbe stata considerata come fatto incompatibile con la volontà di procedere con la querela. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione (Sezioni Unite penali Sent. n. 31668/2016), massimo Giudice in Italia.

Quindi in pratica è necessario che nei documenti notificati al querelante prima del processo fosse stato espressamente indicato che la mancata partecipazione all’udienza avrebbe significato la volontà da parte del querelante di non procedere.

Nel caso del quale si è occupata la Corte il querelante era stato avvertito delle conseguenze  circa la mancata comparizione, in una vicenda nella quale la querela era stata sporta per i delitti di ingiuria e minaccia. Nonostante tale avvertimento egli all’udienza dibattimentale non compariva, nè compariva l’imputato. Il Giudice di Pace emetteva quindi sentenza di non doversi procedere nei confronti di quest’ultimo.

Contro questa sentenza ricorreva per Cassazione il Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce, richiamando alcuni precedenti orientamenti giurisprudenziali in base ai quali la mancata comparizione non può essere intesa come remissione. Sul tema infatti in passato – sino a questa pronuncia del 2016 delle S.U. – i Giudici avevano emesso delle sentenze contraddittorie.

Le Sezioni Unite come detto hanno ritenuto corretto il provvedimento di non luogo a procedere emesso dal G.d.P., mettendo così fine alla diatriba giurisprudenziale esistente in materia. Secondo le S.U. in pratica quì la remissione sarebbe di carattere “extraprocessuale”, in base all’art. 152 II° co. c.p., secondo cui vi è la remissione tacita quando il querelante ha posto in essere fatti incompatibili con la volontà di procedere.

Solo la presenza dell’imputato che richieda la prosecuzione del processo potrebbe evitare la remissione.

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