Quando fare ricorso contro la multa da autovelox

Multa con autovelox per eccesso di velocità: come e quando fare ricorso

Quando fare ricorso contro la multa da autoveloxIn alcuni casi è possibile fare ricorso contro la multa elevata mediante autovelox per eccesso di velocità al fine di chiederne l’annullamento.

Di seguito si elencano i casi in cui è possibile farlo, incominciando da quando gli autovelox:

  • non sono stati omologati (N.B.: l’omologazione però non scade mai);
  • non sono adeguatamente segnalati sulla strada (la segnalazione deve essere di almeno 400 m. in autostrada, 250 m. sulle strade extraurbane, 80 m. sulle strade urbane. Anche se sul punto va detto che alcune sentenze dei Giudici italiani hanno stabilito che non vi è alcuna distanza minima che debba essere rispettata e che ogni caso va valutato a sè); la segnalazione non è necessaria quando l’autovelox è posto sulla sommità della vettura della Polizia;
  • non sono stati soggetti a taratura o revisione periodica;
  • non sono segnalati prima di ogni incrocio (Cass. n. 15899/2016) o ogniqualvolta cambia il tipo di strada (ad es. se vi è la segnalazione in autostrada, lo si dovrà nuovamente risegnalare qualora un nuovo apparecchio sia posto in supestrada o in una strada “statale” (Cass. n. 680/2011);
  • hanno rilevato l’eccesso di velocità su strade urbane ordinarie, sulle quale per legge non vi è la possibilità di apporre strumenti di rilevazione della velocità (Cass. n. 3701/2011);
  • sono nascosti;

Ed ancora, il ricorso potrà essere fatto anche quando:

  • nel verbale di infrazione non viene richiamata l’autorizzazione prefettizia alla contestazione differita dell’infrazione commessa;
  • il verbale non riporta l’autorizzazione del Prefetto a rilevare elettronicamente la velocità su quel tratto stradale;
  • il verbale notificato non reca informazioni circa il modello di autovelox utilizzato o su quando è avvenuta l’omola, oppure quando non reca informazioni circa la “tollerabilità” applicata che non può essere inferiore al 5% con un minimo necessario di 5 km/h;
  • il verbale non contiene informazioni precise circa il giorno e l’orario in cui è stata commessa l’infrazione o vi è un errore nel numero di targa;
  • nel verbale non è indicato dove era stato apposto il cartello che segnalava la presenza dell’apparecchio;
  • il superamento della velocità è avvenuto per stato di necessità o forza maggiore, ma in tal caso spetta al ricorrente l’onere di provare tali circostanze davanti al Giudice;
  • l’eccesso di velocità è stato posto in essere da altra vettura che si trovava a fianco in fase di sorpasso;
  • il verbale di infrazione è stato notificato in ritardo (dopo i 90 giorni);
  • la distanza massima tra cartello che segnala l’apparecchio e l’autovelox è superiore a 4 km (Cass. n. 7949/2017).

Una recente sentenza del Giudice di Pace di Firenze (09.09.2016) ha affermato che gli autovelox possono essere utilizzati solo nelle strade urbane di scorrimento di cui alla lettera d) dell’art. 2, comma 2, del Codice della Strada, ovvero: “D – Strada urbana di scorrimento: strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate“.

Come contestare la multa da autovelox

Una volta che si riceve la notifica della multa, per contestarla si potrà ricorrere al Prefetto oppure al Giudice di Pace del luogo in cui è stata rilevata l’infrazione. La contestazione va fatta tramite ricorso da depositarsi entro 30 giorni dalla notifica, oppure entro 30 giorni da quando vi è stata la contestazione immediata dell’infrazione da parte degli agenti.

Se si sceglie la strada del ricorso al Giudice di Pace la multa non deve però essere pagata.

Spetta al ricorrente il compito di provare l’illegittimità della multa, ad esempio dimostrando uno stato di necessità o una forza maggiore oppure che il verbale presenta delle omissioni come l’indicazione della targa. Se invece si adducono problemi relativi alla omologa, taratura o revisione dell’autovelox, spetta all’autorità il compito di provare che l’apparecchio utilizzato era a norma.

Il ricorso al Prefetto è gratuito, mentre per quello al G.d.P. si dovrà acquistare il contributo unificato da € 43, ove il valore della multa sia inferiore ad € 1.032, mentre, ove l’importo sia superiore a tale cifra, occorre acquistare anche una marca da bollo da € 27. Si noti che se il valore delle multe non supera i 1.100 € vi è la possibilità di ricorrere al Giudice di Pace anche senza avvocato (qui è spiegato passo passo come ricorrere al G.d.P. senza l’assistenza di un legale).

Il Giudice di Pace, se ritiene il ricorso fondato, annullerà la multa, altrimenti la confermerà. Stessa cosa può essere fatta dal Prefetto solo che, in questo caso, se la multa viene confermata ed il ricorso rigettato, la multa verrà raddoppiata ed emessa un’ingiunzione di pagamento contro il ricorrente; contro l’ingiunzione di pagamento quest’ultimo potrà ricorrere al G.d.P. entro 30 giorni.

Il ricorso non sospende l’efficacia della multa; il ricorrente potrà tuttavia richiedere al Giudice l’immediata sospensione della stessa adducendo (e provando) dei gravi motivi nonchè la fondatezza dell’impugnazione. Il Giudice non è tuttavia obbligato a disporla e se lo fa emette un’apposita ordinanza anche fuori udienza.

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