Ritardo nella consegna del libretto di pratica forense

Ritardo nella consegna del libretto di pratica forense da parte del praticante: conseguenze

Ritardo nella consegna del libretto di pratica forenseL’Ordine degli Avvocati non può sconoscere lo svolgimento del semestre di pratica forense al praticante che abbia depositato il libretto in ritardo, nemmeno se esso Ordine abbia stabilito un termine entro il quale la consegna deve avvenire. Questo è quanto deciso dal T.A.R. Emilia Romagna, I° Sezione, nella Sentenza n. 43 del 22.01.2015.

Nella vicenda, era accaduto che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna aveva deliberato il non riconoscimento del primo semestre di pratica, stabilendo una nuova decorrenza, nei confronti di un praticante che aveva consegnato il libretto presso la segreteria con un ritardo di due mesi rispetto al termine fissato dallo stesso Ordine.

Contro questa delibera il giovane ricorreva al T.A.R., contestando il potere dell’Ordine di fissare termini di decadenza perentori per la presentazione dei libretti concernenti la compiuta pratica.

Il Tribunale amministrativo come detto accoglieva il ricorso, affermando testualmente che “l’articolo 6 del d.p.r. 101/1990 non prevede termini perentori per il deposito del libretto presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati” e che “per il caso di inosservanza del termine semestrale per l’esibizione del libretto della pratica forense al Consiglio dell’Ordine, prevista dal comma 2 dell’art. 6 del d.P.R. n. 101 del 1990, la legge non commina alcuna sanzione; detto termine non può essere qualificato come perentorio, poiché una tale qualificazione non è stabilita espressamente dalla legge”. Ha poi aggiunto che “Né detto termine può essere introdotto in via regolamentare dal Consiglio dell’Ordine in quanto il potere normativo, che delinea i principi fondamentali del potere regolamentare di ogni pubblica amministrazione, risponde a regole di stretta tipicità sicchè non può essere rinvenibile se non là dove la legge espressamente lo prevede… Il citato articolo 6 del d.p.r. 101/1990, invece, non prevede siffatto potere e, quindi, la norma del regolamento del Consiglio dell’Ordine che introduce la contestata decadenza formale nell’ordinamento generale è illegittima e va disapplicata”.

Secondo il giudicante, il potere discrezionale previsto dalla legge può essere riferito esclusivamente ai criteri per lo svolgimento della pratica forense, e non anche a quello di fissare termini per la presentazione della documentazione.

Ha quindi disposto l’annullamento della norma regolamentare e obbligato all’Ordine di riconoscere il semestre al ricorrente.

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