Niente diritto di abitazione in caso di separazione tra coniugi

Il diritto di abitazione non spetta in caso di separazione, anche se non vi è stato l’addebito

Niente diritto di abitazione in caso di separazione tra coniugiSu questo sito già ci siamo occupati del tema del diritto di abitazione del coniuge superstite, riconosciuto espressamente dalla legge (1). Questo diritto ha ad oggetto la casa coniugale, di proprietà del defunto, che rimane nella disponibilità del coniuge superstite sino alla sua morte.

Con riguardo al concetto di “casa coniugale”, la legge (2) non lascia dubbi interpretativi, parlando espressamente di casa che era stata adibita a residenza familiare (dove il concetto di residenza richiama la effettività della dimora abituale nella casa coniugale). Il motivo quindi per cui il Legislatore attribuisce il diritto in questione è da individuarsi non tanto nella tutela dell’interesse economico del coniuge superstite a disporre di un alloggio, quanto all’interesse morale legato alla conservazione dei rapporti affettivi e consuetudinari con la casa familiare, la conservazione della memoria del coniuge scomparso, delle relazioni sociali e degli status simbols  goduti durante il matrimonio.

Pertanto, se così è, in caso di separazione personale dei coniugi e di cessazione della convivenza, l’impossibilità di individuare una casa adibita a residenza familiare fa venir meno il presupposto oggettivo richiesto ai fini dell’attribuzione del diritto in parola, con il che può affermarsi che in caso di separazione non sussiste alcun diritto di abitazione in capo al superstite.

Questo tra l’altro è stato affermato in più occasioni anche dai Giudici italiani: “Se, infatti, per le ragioni esposte, il diritto di abitazione (e il correlato diritto d’uso sui mobili) in favore del coniuge superstite può avere ad oggetto esclusivamente l’immobile concretamente utilizzato prima della morte del “de cuius” come residenza familiare, è evidente che l’applicabilità della norma in esame è condizionata all’effettiva esistenza, al momento dell’apertura della successione, di una casa adibita ad abitazione familiare; evenienza che non ricorre allorchè, a seguito della separazione personale, sia cessato lo stato di convivenza tra i coniugi” (Cass. Civ. n. 13407/2014).

L’attribuzione del diritto in questione è quindi condizionato all’effettiva esistenza, al momento dell’apertura della successione, di una casa adibita ad abitazione familiare, evenienza questa che non ricorre allorchè, a seguito della separazione personale, sia cessato lo stato di convivenza tra i coniugi.

E, per gli stessi motivi, verranno perduti anche i diritti di uso sugli oggetti e sugli arredamenti contenuti all’interno dell’immobile.

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Nota 1: art. 1022 Cod. Civ..
Nota 2: art. 540 Cod. Civ..

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