Superstite ha residenza in altro Comune: il diritto di abitazione gli spetta

Se il superstite ha la residenza in altro Comune all’apertura dell’eredità, il diritto di abitazione gli spetta comunque

Superstite ha residenza in altro Comune: il diritto di abitazione gli spettaIl diritto di abitazione in capo al coniuge superstite permane anche se questi, al momento dell’apertura della successione, ha la residenza anagrafica in altro Comune. Ad affermarlo è la Commissione Tributaria di Reggio Emilia (Sent. 07.04.2017) in una sentenza nella quale la Commissione ha pure statuito che il pagamento dell’IMU grava sul coniuge superstite medesimo e non sui proprietari (“nudi proprietari”) dell’immobile.

Secondo la Commissione emiliana, quindi, la norma di cui all’art. 540 c.c. è diretta a costituire il diritto di abitazione nella casa adibita a residenza familiare, a prescindere dalla residenza anagrafica; e che ai fini IMU ciò che conta è il domicilio.

In pratica quindi la residenza in sè e per sè non conta, a meno che il superstite non abitava più nella casa familiare, perchè in tale ultima eventualità viene meno il requisito dell’abitazione adibita a residenza familiare che fa nascere il diritto ex art. 540 c.c..

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