Violazione della regola di anonimato nei concorsi pubblici

La violazione della regola dell’anonimato nelle prove dei concorsi pubblici determina sempre l’invalidità della graduatoria finale

Nelle prove scritte dei pubblici concorsi o delle pubbliche selezioni di stampo comparativo una violazione non irrilevante della regola dell’anonimato da parte della Commissione determina de jure la radicale invalidità della graduatoria finale, senza necessità di accertare in concreto l’effettiva lesione dell’imparzialità in sede di correzione”.

Il principio è stato espresso dal Consiglio di Stato, Ad. Plen., nella Sentenza n. 28 del 20.11.2013, dove il Giudice amministrativo ha dichiarato invalida la selezione di ammissione per l’anno 2010/2011 al corso di laurea a numero chiuso in medicina e chirurgia, accogliendo il ricorso di taluni studenti classificatisi in posizione non utile per conseguire l’immatricolazione.

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